Coppa del Mondo di sci e Olimpiadi Invernali

Zermatt riparte dal Gornergrat: perché il 2028 ora sembra credibile

Zermatt torna a muoversi davvero per riportare la Coppa del Mondo sci sotto il Cervino, ma questa volta con un’impostazione molto diversa da quella che aveva accompagnato la Gran Becca. L’obiettivo indicato è marzo 2028, su una nuova pista al Gornergrat, interamente in territorio svizzero e inserita in una finestra di calendario più favorevole rispetto all’inizio stagione.

Per gli sciatori italiani il tema interessa adesso per due motivi concreti. Il primo è sportivo: dopo otto gare programmate e mai partite tra 2022 e 2023, Zermatt prova a rientrare nel circuito con un progetto che vuole ridurre i punti deboli emersi fin qui. Il secondo è più vicino a chi vive davvero la montagna: il Gornergrat è una zona che molti italiani conoscono bene, e capire come potrebbe nascere una pista di Coppa del Mondo lì significa anche immaginare che tipo di teatro tecnico e visivo potrà offrire.

Il punto chiave, però, va tenuto fermo: non c’è ancora una gara assegnata in modo definitivo. Zermatt compare nel calendario FIS provvisorio 2027/28, ma tutto dipende dall’omologazione della pista e dal rispetto del cronoprogramma. È questo il confine tra un’idea finalmente sensata e un ritorno davvero realizzabile.

Perché Zermatt ha cambiato strada dopo il caso Gran Becca

La scelta del Gornergrat nasce prima di tutto da un dato che non si può aggirare: il progetto Gran Becca, per quanto forte sul piano dell’immagine, non ha funzionato sul piano della disputabilità. Il format transfrontaliero tra Svizzera e Italia aveva un grande impatto scenico, ma tra ottobre e novembre si è scontrato con tutto ciò che rende fragile una gara veloce in quota a inizio stagione.

Nel 2022 il problema fu la parte bassa del tracciato, con pioggia e poca neve per gli uomini e poi ancora condizioni troppo miti per le donne. Nel 2023 lo scenario si è ribaltato ma il risultato è rimasto identico: forti nevicate, scarsa visibilità e vento hanno fermato gli uomini, mentre il vento persistente ha impedito anche le gare femminili. Bilancio secco: otto gare previste, zero partenze nelle due stagioni.

Da qui arriva il cambio di logica. Non solo una pista diversa, ma un evento spostato nella seconda metà di marzo, cioè fuori dalla finestra più esposta ai problemi tipici dell’avvio di stagione sul ghiacciaio. Non significa eliminare il rischio meteo: in velocità non esiste. Significa però cercare condizioni statisticamente più stabili nella parte bassa e una gestione meno precaria dell’innevamento.

C’è poi un secondo aspetto, meno spettacolare ma decisivo: un tracciato interamente svizzero è, con ogni probabilità, più semplice da organizzare rispetto a un evento cross-border. Non è un dettaglio. Quando una sede arriva da due stagioni senza una sola partenza, ogni elemento di complessità in meno pesa.

Com’è il nuovo piano sul Gornergrat

Il progetto prevede l’adeguamento di una pista pubblica esistente, con una lunghezza indicata di circa 3,2 chilometri e un investimento riportato di circa 13 milioni di franchi svizzeri. Il nuovo layout è stato disegnato da Didier Défago con il supporto di Pirmin Zurbriggen, due nomi che danno subito una direzione tecnica precisa: non una pista costruita per stupire in foto, ma un tracciato che deve prima di tutto stare in piedi come gara vera.

Un passaggio importante è già arrivato a livello locale: i residenti di Zermatt hanno approvato il progetto nell’assemblea comunale del giugno 2026. Questo non chiude il dossier, ma chiarisce che il progetto non è fermo allo stadio di proposta astratta. Esiste una base politica e operativa su cui lavorare.

Resta aperto il capitolo dell’impatto sul territorio. Nel progetto è citato un disboscamento di circa 8.300 metri quadrati, un numero che entra inevitabilmente nella valutazione complessiva dell’opera. Per una località come Zermatt, che vuole rientrare in Coppa senza ripetere gli errori del recente passato, anche questo fronte andrà gestito con attenzione, perché oggi una pista nuova non viene giudicata solo dalla qualità sportiva.

Esiste inoltre un accordo quadro del 2025 tra Zermatt, Swiss-Ski e FIS che fissa una prospettiva chiara: due gare veloci maschili nella seconda metà di marzo di ogni anno dal 2028 al 2034, ma soltanto se il tracciato otterrà l’omologazione FIS e soddisferà tutti gli altri requisiti richiesti per una tappa di Coppa del Mondo.

Cosa deve succedere davvero prima di parlare di ritorno

Il nodo tecnico non è la suggestione del posto, ma l’omologazione FIS. In parole semplici: è l’approvazione ufficiale del tracciato per il livello di gara previsto. Senza quel via libera, il resto non conta. E nel caso di una discesa o di una gara veloce, il margine per improvvisare non esiste.

Il cronoprogramma oggi indicato è serrato: fine lavori nell’autunno 2027, primi allenamenti a gennaio 2028 e una possibile discesa di Coppa Europa a febbraio come test-event. Sarebbe la prova generale prima dell’eventuale ingresso in Coppa del Mondo a marzo.

Qui sta il punto più interessante anche per chi segue il circuito da vicino: dentro la FIS non manca una certa cautela. È emersa infatti la linea di chi preferirebbe più tempo di test e un debutto nel 2029, per arrivare alla prima con meno incognite. È una posizione comprensibile. Dopo il caso Gran Becca, nessuno ha interesse a forzare una nuova vetrina senza averne validato bene ogni passaggio.

Per questo il 2028 va letto come obiettivo, non come certezza. E forse è proprio il modo corretto di presentarlo: senza slogan, senza vendere come fatta una tappa che deve ancora passare dai controlli più importanti.

Gran Becca e Gornergrat: cosa cambia davvero

Il confronto tra le due sedi è utile soprattutto per capire se Zermatt abbia imparato qualcosa. La Gran Becca era un’idea molto forte sul piano simbolico: ghiacciaio, inizio stagione, passaggio tra Svizzera e Italia, Cervino sullo sfondo. Ma una gara di Coppa del Mondo, specie in velocità, non può vivere solo di concept. Deve poter partire.

Il Gornergrat, al contrario, nasce come un reset. Meno effetto-cartolina e più ricerca di stabilità: periodo diverso, pista più corta, sviluppo interamente svizzero, logistica teoricamente più lineare. Non è detto che basti, ma la direzione è coerente con i problemi emersi.

Voce Gran Becca Progetto Gornergrat
Finestra di calendario Fine ottobre/novembre Seconda metà di marzo
Territorio Tracciato transfrontaliero Svizzera-Italia Tracciato interamente svizzero
Formato Speed opening di inizio stagione Ritorno come tappa veloce maschile
Storico recente 8 gare previste, 0 partenze tra 2022 e 2023 Da testare e omologare
Impostazione Grande impatto scenico Reset tecnico e organizzativo
Condizione decisiva Meteo e tenuta della parte bassa Omologazione FIS e test-event riuscito

C’è anche un elemento storico da non trascurare: il Gornergrat aveva già ospitato gare internazionali fino al 1967. Il nuovo tracciato non coinciderà con quello storico, ma il richiamo non è casuale. Zermatt non sta inventando da zero una vocazione agonistica in quell’area: sta provando a riattualizzarla dentro gli standard della Coppa del Mondo di oggi.

Perché il Gornergrat può interessare molto anche agli italiani

Per uno sciatore italiano il richiamo del Gornergrat è diverso da quello che aveva la Gran Becca. Meno “evento eccezionale”, più montagna leggibile. Chi frequenta il comprensorio tra Cervinia e Zermatt sa bene che quella zona ha un fascino particolare: ambiente alto, linee pulite, panorama immediatamente riconoscibile, e una percezione del terreno che si presta bene a immaginare una gara veloce tecnica, non solo una picchiata di marketing.

Dal punto di vista della fruizione televisiva e dal vivo, il Gornergrat può avere un vantaggio preciso: offrire una pista che sia finalmente giudicata per il suo contenuto agonistico. È quello che è mancato alla Gran Becca, rimasta per tutti una promessa mai verificata.

Per il pubblico italiano c’è anche un altro passaggio interessante. L’uscita di scena del format con arrivo in Italia toglie inevitabilmente una parte del coinvolgimento diretto che aveva reso il progetto originale così discusso da noi. Ma allo stesso tempo può riportare il focus su ciò che conta davvero: una gara che si possa disputare. Dopo due anni di cancellazioni, è una priorità più importante dell’effetto bandiera.

Se il test del 2028 andrà in porto, il Gornergrat potrebbe diventare una tappa con un’identità propria nel finale di stagione maschile: non la “gara sotto il Cervino che forse si fa”, ma una sede veloce riconoscibile, con una collocazione più logica nel calendario.

Le aspettative giuste da qui al 2028

La tentazione è chiara: vedere nel nuovo progetto la soluzione definitiva. Sarebbe però il modo sbagliato di leggerlo. Oggi il Gornergrat è una proposta avanzata, non ancora una certezza sportiva. Ha diversi elementi più solidi rispetto alla Gran Becca: finestra di marzo, pista ridisegnata, approvazione locale, accordo pluriennale e un percorso di test già immaginato. Sono segnali seri.

Allo stesso tempo, il passato recente impone prudenza. In velocità contano tre cose più di tutte: pista pronta, meteo gestibile e tempistiche rispettate. Se uno solo di questi fattori salta, il progetto torna a essere fragile.

Per chi segue la Coppa del Mondo sci da appassionato vero, l’atteggiamento utile è questo:

  • guardare al marzo 2028 come a un target realistico, non garantito;
  • valutare con attenzione il test-event di Coppa Europa, se verrà confermato, perché sarà il primo indicatore serio;
  • misurare il progetto sulla qualità del tracciato e sulla sua disputabilità, non sulla sola immagine del luogo.

Se Zermatt riuscirà a passare questi tre passaggi, il ritorno potrà finalmente diventare qualcosa di più di un annuncio. E per gli italiani che guardano sempre con attenzione a tutto ciò che accade nell’orbita Cervino-Zermatt, il Gornergrat potrebbe smettere di essere una bella idea e diventare una vera pista di Coppa del Mondo.

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Francesco Grea

Scio da quando avevo 3 anni e mezzo — praticamente prima ancora di saper camminare bene! Ho vissuto lo sci in tutte le sue forme: dagli anni dell'agonismo con lo Sporting Club Aprica, dove ho gareggiato fino ai 18 anni affinando tecnica e spirito competitivo, alla scelta di trasformare questa passione in una professione. Oggi sono Maestro di Sci per la Regione Lombardia e insegno presso la Scuola Italiana Sci Aprica, dove ogni giorno trasmetto ad altri l'amore per la neve che mi accompagna da tutta la vita. Su Skimania.it scrivo di sci con la stessa passione di sempre: quella di chi lo sci lo conosce davvero, dalla pista di gara alle lezioni con i principianti. Numero iscrizione all'albo: E3951

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